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Ager Oliva: restituire vita agli ulivi, prendersi cura del territorio

Ager Oliva

Dal recupero di un oliveto abbandonato a Puegnago del Garda alla visita dei professionisti di EQUITA: un percorso di cura del territorio da conoscere e condividere.

Un terreno agricolo abbandonato può tornare a vivere. Non accade in un giorno: servono cura, competenze e la volontà di investire nel tempo su un patrimonio che rischia di andare perduto.

È questo il significato del progetto di recupero di un uliveto a Puegnago del Garda, in provincia di Brescia, sostenuto da EQUITA attraverso il modello di adozione promosso da Ager Oliva. Un intervento che punta a restituire funzionalità a un terreno rimasto a lungo inutilizzato, accompagnando gli alberi verso una nuova fase di crescita e, progressivamente, di produzione.

Ager Oliva, realtà nata a Pistoia nel 2021, lavora per recuperare uliveti abbandonati e valorizzare il patrimonio olivicolo, mettendo al centro la salvaguardia del paesaggio, la biodiversità e una gestione agricola sostenibile. Il progetto di Puegnago del Garda rende tangibile questa missione: prendersi cura di un luogo significa creare le condizioni perché possa avere un futuro.

Dal terreno abbandonato al recupero dell’oliveto

Il primo passo è stato rendere nuovamente accessibile l’appezzamento. Rovi, erbe e vegetazione spontanea avevano invaso il terreno durante gli anni di abbandono: la loro rimozione ha consentito di riprendere in sicurezza le attività di manutenzione.

Immagine drone uliveto abbandonato

È seguita la potatura di riforma degli olivi, necessaria per riequilibrare le chiome, migliorare la circolazione dell’aria e della luce e preparare gli alberi a una gestione più regolare. Anche i residui della potatura sono stati valorizzati: trinciati e lasciati sul terreno, contribuiscono a restituire sostanza organica al suolo.

Gli interventi hanno incluso trattamenti di sostegno nutrizionale e vegetativo, ulteriori sfalci e la pulizia dei fossi, dei margini e delle aree vicine ai tronchi. Operazioni diverse, unite da un obiettivo comune: ricostruire, con gradualità, le condizioni necessarie alla salute degli alberi e alla continuità della cura.

Un risultato che cresce nel tempo

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Oggi l’oliveto sta recuperando una condizione agronomica ordinata. Il prossimo traguardo sarà una prima raccolta, ancora limitata: un passaggio atteso, non un risultato già raggiunto, che potrà testimoniare concretamente il percorso intrapreso.

Il valore dell’iniziativa, tuttavia, non si misura soltanto nella futura produzione di olive. Recuperare un uliveto significa anche contrastare l’abbandono dei terreni agricoli, custodire un paesaggio e preservare le condizioni perché un patrimonio vegetale possa continuare a essere curato negli anni.

Per Fondazione EQUITA, sostenere questo progetto significa scegliere un intervento concreto, in cui la tutela dell’ambiente passa attraverso azioni verificabili e un impegno che richiede continuità.

Un’esperienza condivisa, a contatto con il territorio

Il percorso di Fondazione EQUITA al fianco di Ager Oliva è stato anche un’opportunità per coinvolgere direttamente i professionisti di EQUITA e avvicinarli al valore concreto del progetto.

Per conoscere da vicino questa realtà, i nostri professionisti hanno trascorso una giornata a Puegnago del Garda, visitando l’oliveto adottato e conoscendo da vicino il lavoro necessario per restituirgli nuova vita. La giornata ha previsto anche un picnic immersi nella natura e una visita guidata al frantoio, per scoprire il percorso che dalla cura degli ulivi conduce alla produzione dell’olio.

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Un’occasione per ritrovarsi fuori dall’ufficio, condividere un’esperienza a contatto con il territorio e osservare da vicino i risultati del progetto sostenuto dalla Fondazione. Perché la sostenibilità significa anche conoscere, vivere e condividere il valore delle iniziative in cui si crede.

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