Brera|z: "Milano è sempre una buona idea"

Milano, 12 ottobre 2020 – Milano riparte e lo fa con la cultura che si fa impresa. Questo il tema del terzo numero di Brera|z, la rivista voluta e promossa da Equita e realizzata da Editoriale Domus con Domus dedicata alle storie che rendono Brera un grande laboratorio di cultura a Milano. Il terzo numero è un omaggio all’intera città, alla sua voglia di ripartire e al suo essere “sintesi di saperi”, come spiega il direttore Walter Mariotti nel suo editoriale: 

“Milano è sempre una buona idea. Anche per sciogliere un malinteso della storia, l’incompatibilità tra umanesimo e scienza. A Milano, e in particolare nel suo cuore pulsante, Brera, Naturwissenschaft e Geisteswissenschaft brillano come facce della stessa medaglia, ricomponendo la frattura fra le due anime dell’Occidente e di quel ’900 dove scienziato e umanista diventano professioni distinte con destini inconciliabili. Facendo nascere l’orrore. A Milano invece le cose vanno diversamente. E dagli statuti del vescovo Ariberto, che concedevano la cittadinanza a chiunque lavorasse in città, fino alla “fabbrichetta” del Dopoguerra che si fa brand del design e sistema della moda, Milano continua la grande lezione di sintesi tra saperi diversi che fonda l’umanesimo esprimendo fra i molti ingegni Piero della Francesca, Bramante e Leonardo da Vinci. Ecco perché di fronte alla grande crisi che viviamo, tornare al cuore di Milano è una buona idea. Perché resta il luogo dell’alleanza tra chi sviluppa competenze tecniche e chi vuole conoscere i segreti dell’uomo, dimostrando che ricomporre le due culture non solo è possibile ma indispensabile”.

E proprio la cultura di Milano, con la sua univoca capacità di fare e farsi impresa, è il fil rouge del nuovo numero di Brera|z che allarga l’orizzonte proponendo un itinerario cittadino all’insegna dell’innovazione e della rinascita. Una cultura non libresca, ma capace di fare rete, di esplodere nella città, di coinvolgere, di attrarre, di proporre un nuovo modo con cui guardare al mondo circostante e, forte di questa visione critica e smaliziata, di conquistare fasce sempre più ampie di popolazione. La Milano che racconta Brera|z è infatti una città in grado da sempre e per natura di fare innovazione - dall’arte alla moda fino al cibo - dove l’innovazione è capacità fondamentale, oggi più che mai, se si vuole ripartire.

A rendere tributo a Milano sono anche Domenico Dolce e Stefano Gabbana che in una lettera scritta per il giornale le riconoscono un primato unico al mondo e un grande merito: “Arte, moda, capacità artigiana: non è un caso che questi elementi siano uniti, e siano la chiave di lettura capace di spiegare perché Milano è e continua a essere, nel mondo, un riferimento, una città capace di fare innovazione, e di fare innovazione negli ambiti della creatività. Una capacità che è fondamentale oggi, dopo la paura e lo stop imposto dalla pandemia, per guardare avanti, per ripartire davvero, guardando alle nuove energie che si possono mettere in campo, alle innovazioni che, in maniera creativa, possono dare nuova ispirazione. Milano ci ha insegnato anche un’altra cosa: l’importanza di pensarsi e di agire come comunità, mettere l’ingegno individuale al servizio della collaborazione, costruire sogni non “contro” qualcuno, ma “insieme a”. 

Teatri, gallerie d’arte, quartieri: sono tanti i luoghi, e le persone, che la rivista racconta e incontra in questo terzo, speciale, numero. Tra questi spiccano le piazze della città, da sempre ambiti di condivisione cittadini, oggi alla base di nuove idee urbane tramite cui ripensare il ruolo sociale degli spazi pubblici. A conferma della dinamicità del pensiero di Milano e della sua voglia di continuare a essere quel laboratorio creativo e culturale che tutto il mondo riconosce.

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Milano è sempre una buona idea